Abbattuto un cavallo al Palio di Legnano

Varese News | Busto Arsizio | Il Palio di Legnano alla contrada Flora

Legnano – Allo spettacolo ha assistito anche Umberto Bossi. Protesta animalista per la morte di “Balosso”, il cavallo abbattuto durante la Provaccia
Il Palio di Legnano alla contrada Flora

Legnano
–
Allo spettacolo ha assistito anche Umberto Bossi. Protesta animalista
per la morte di “Balosso”, il cavallo abbattuto durante la Provaccia

Il Palio di Legnano alla contrada Flora

La contrada Flora
si è aggiudicata il Palio di Legnano. L’esito delle gara
è arrivato a tarda ora, poco prima delle 21. Colpa di una decine di partenze false
che hanno fatto slittare la conclusione della gara. Ad assistere allo
spettacolo anche Umberto Bossi, che si è fatto trascinare dalla
“festa” cantando l’inno e chiacchierando con il pubblico.
E un altro cavallo è rimasto ferito durante la gara ma questa volta senza gravi conseguenze.
L’incidente
avvenuto, invece, durante la “provaccia” al Palio di Legnano,
venerdì 23 maggio, ha scatenato le ire degli animalisti. Nella
notte tra il 22 e il 23 maggio alcuni attivisti hanno tappezzato i muri
dello stadio Mari dove si svolgerà appunto il palio di Legnano
con manifesti contro la sfida sportiva, “colpevole” di mettere a
rischio la vita dei cavalli.

All’origine
della protesta l’incidente occorso al cavallo Balosso durante, appunto,
la provaccia. Nel corso dell’ultimo giro, sulla curva del
canapo cade e resta a terra il fantino di San Bernardino. Il fantino si
rialza e viene soccorso dai medici, ma il cavallo Balosso
esce dal campo con l’apposita ambulanza. Di lui si perdono
le tracce. Ma nel forum aperto sul sito dedicato al Palio di Legnano
qualcuno
chiede notizie e la risposta è che “I
veterinari hanno evidenziato un danno irreperabile ed
è stato necessario purtroppo provvedere all’abbattimento del
cavallo”.
La notizia si è sparsa tra gli animalisti e nella notte è avvenuto il blitz (nella foto uno dei manifesti affissi sui muri dello stadio). «Il
tragico evento – si legge in un’ e-mail inviata da 100% Animalisti –
è l’ennesima dimostrazione che queste “tradizioni”
provocano solo morte e sofferenza ad animali innocenti. E’
oltremodo sconcertante notare che queste spettacoli, carichi di
violenza, si svolgano sotto il patrocinio di enti comunali e regionali che dovrebbero invece promuovere il rispetto e la difesa di ogni essere vivente».

La contrada Flora si è aggiudicata il Palio di Legnano. L’esito delle gara è arrivato a tarda ora, poco prima delle 21. Colpa di una decine di partenze false che hanno fatto slittare la conclusione della gara. Ad assistere allo spettacolo anche Umberto Bossi, che si è fatto trascinare dalla “festa” cantando l’inno e chiacchierando con il pubblico.
E un altro cavallo è rimasto ferito durante la gara ma questa volta senza gravi conseguenze.
L’incidente avvenuto, invece, durante la “provaccia” al Palio di Legnano, venerdì 23 maggio, ha scatenato le ire degli animalisti. Nella notte tra il 22 e il 23 maggio alcuni attivisti hanno tappezzato i muri dello stadio Mari dove si svolgerà appunto il palio di Legnano con manifesti contro la sfida sportiva, “colpevole” di mettere a rischio la vita dei cavalli.
All’origine della protesta l’incidente occorso al cavallo Balosso durante, appunto, la provaccia. Nel corso dell’ultimo giro, sulla curva del canapo cade e resta a terra il fantino di San Bernardino. Il fantino si rialza e viene soccorso dai medici, ma il cavallo Balosso esce dal campo con l’apposita ambulanza. Di lui si perdono le tracce. Ma nel forum aperto sul sito dedicato al Palio di Legnano qualcuno chiede notizie e la risposta è che “I veterinari hanno evidenziato un danno irreperabile ed è stato necessario purtroppo provvedere all’abbattimento del cavallo”.

La notizia si è sparsa tra gli animalisti e nella notte è avvenuto il blitz (nella foto uno dei manifesti affissi sui muri dello stadio). «Il tragico evento – si legge in un’ e-mail inviata da 100% Animalisti – è l’ennesima dimostrazione che queste “tradizioni” provocano solo morte e sofferenza ad animali innocenti. E’ oltremodo sconcertante notare che queste spettacoli, carichi di violenza, si svolgano sotto il patrocinio di enti comunali e regionali che dovrebbero invece promuovere il rispetto e la difesa di ogni essere vivente».

Storia di Balosso, cavallo generoso ma un poco dispettoso

Legnano – Il palio è stato funestato da maltempo, ferri saltati, canapi spezzati, ritardi, dieci false partenze, un fantino ammonito e un cavallo abbattuto

Varese News | Busto Arsizio | Storia di Balosso, cavallo generoso ma un poco dispettoso

Nonostante il nome, Balosso era un buono. Un bestione di cinque quintali che pensava solo a correre, per far felice la gente della contrada di San Bernardino, il fantino che lo montava e anche un po’ se stesso. I cavalli, si sa, sono animali generosi. Amano correre e Balosso non faceva eccezione. Ha dato il meglio di sé nella provaccia, una sorta di prova generale del palio, quella che si corre il sabato e che dà le ultime indicazioni ai fantini, ai capitani e agli astri. Già perché il cavallo del palio della contrada di San Bernardino non sarebbe stato lui, ma la favorita Domizia, una femmina tutto pepe, dallo spunto bruciante.

Il bonaccione Balosso però ha dato tutto, come se la corsa di sabato fosse il palio, quello vero, che fa piangere di gioia e di dolore la gente. Ha riempito i polmoni e messo al lavoro i suoi muscoli, spingendoli al massimo fino all’ultima curva, quando ha cercato di passare in testa. Ma è bastato un contatto con Iceberg, il cavallo di Sant’ambrogio, per affondare nel fango come un Titanic. Il fantino (quello di riserva) da una parte e lui dall’altra. L’anteriore sinistro spezzato e l’ultimo atto di un destino crudele: l’abbattimento. La chiamano eutanasia, perché fa meno male a chi la pronuncia, ma è un abbattimento. Parola di Balosso.

Nel giorno del Palio di Legnano, quello vero che si corre di domenica, di Balosso non si è parlato. C’era il Carroccio al centro del campo con una grande croce, ma non era per lui. C’erano i fiori bianchi, ma non erano per lui. C’era la banda dei granatieri di Sardegna, ma non suonava per lui. C’era il ministro Umberto Bossi, rimasto sulla tribuna dello stadio Mari fino alla fine della seconda batteria, ma probabilmente non era lì per rendere omaggio a Balosso, nonostante il nome inequivocabilmente lumbard. Il Senatur ha firmato foulard, ha ricevuto bigliettini e cartoline da autografare, ha parlato con una miriade di ammiratori, ha fumato il sigaro, accendendoselo almeno ventitrè volte, ha salutato i granatieri di Sardegna con un saluto quasi militare, ha bevuto una coca cola, sotto lo sguardo vigile delle guardie del corpo, ha scherzato con i figuranti del palio e perfino imbracciato una spada, come Alberto da Giussano, per la gioia Stefano Cavicchi, noto fotografo milanese che quello scatto voleva e, unico tra i tanti fotoreporter presenti, ha ottenuto.

Allora ci ha pensato Balosso che, per far onore al suo nome, ci ha messo del suo. La pioggia ha fatto saltare la sfilata storica per la città. Il canapo, la grossa fune che viene abbassata dal mossiere per dare il via, si è spezzata in due. Nella prima batteria, Ambition, il cavallo di Sant’Erasmo, veniva ritirato perché prendeva un calcio e si azzoppava ancor prima di partire. Saltavano un paio di ferri, con altrettante interruzioni della gara. La batteria veniva vinta dalla cavalla di Legnarello, Prima Donna, con una rimonta entusiasmante.

Non soddisfatto Balosso ha dato segni della sua presenza anche nella seconda batteria. Dietro al canapo, si è presentata Domizia, che, come da copione, ha vinto facile, ma solo dopo dieci partenze false e un’ammonizione al suo fantino. Una cosa che non era mai accaduta e costringeva molti, compreso il Senatur, a lasciare il campo anzitempo, perché l’ora era tarda.

Nella finale però la cavallina pregiata rischiava grosso, finendo anche lei zampe all’aria, proprio all’ultimo giro, seguita dal fantino Giuseppe Zedde. Ma Domizia è stata fortunata. Si è rialzata e ha ripreso un po’ disorientata la sua corsa.

Balosso, nonostante il suo nome, ha rinunciato all’ultimo brutto scherzo della giornata.

Nervy coletta conclusa

CHI CI AIUTA A SALDARE UN CONTO ?

“Battere cassa” e’ sempre spiacevole e umiliante, ma noi lo facciamo solo in casi estremi e sempre dopo che abbiamo dato fondo alle nostre risorse personali e aver anche “grattato il fondo della padella”
Dobbiamo saldare una fattura di un gentile e a dir poco disponibile Veterinario che si e’ prestato per un intervento ad un cavallo dei nostri appelli, pur sapendo che avrebbe dovuto attedere mesi per essere pagato.
Dell’ ammontare totale abbiamo saldato con fatica 450 Euro alcuni mesi fa, chiedendo una elasticita’ di pagamento per il saldo che a onor del vero ci e’ stata ampiamente concessa.
Ora riceviamo dovuta nota proforma di sollecito di 257 Euro e davvero non sappiamo come inventarceli.
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Potete aiutarci ?
Psicologicamente e’ piu’ facile contribuire ad una emergenza in atto per riscattare un cavallo, e lo comprendiamo, ma questa situazione rientra nelle cose di cui silenziosamente e senza baccano ci occupiamo tutti i giorni e per le quali soffriamo anche dal punto di vista economico non avendo introiti come ben sapete.

Piccole somme suddivise fra i tanti visitatori del sito siamo certi potranno risolverci questa scadenza, e permettere il fluire ininterrotto delle tante questioni di cui ci occupiamo senza tregua.
Se vi e’ possibile aiutarci economicamente contattateci attraverso la form , vi invieremo dettagli per il contributo .
Qui di seguito come nostra abitudine sono inseriti i nominativi di coloro che invieranno il loro apporto economico
COLLETTA CHIUSA , CONTO SALDATO
CONTRIBUTI RICEVUTI :
Umberto C. ( CN ) Euro 15
Angela M. (CH ) Euro 15
Luca Giuliano Euro 20,00
Veronica Fiorucci Euro 30,00
Gianni Biagio Euro 150,00
Paolo Aulino Euro 22,50

Comunicato Stampa A.N.P.A.N.A. del 26 Maggio 2008

CAVALLO ABBATTUTO AL PALIO DI LEGNANO (MI): SECONDO L’A.N.P.A.N.A. E’ L’ENNESIMA MORTE ANNUNCIATA TRA IRRESPONSABILITA’ E INDIFFERENZA DELLE ISTITUZIONI E SOTTOLINEA LA NECESSITA’ DI DISPORRE REGOLE CERTE A TUTELA DEI CAVALLI USATI NELLE CORSE CITTADINE.

Un luttuoso evento ha funestato la cosiddetta “Provaccia” del palio di Legnano (MI), svoltasi la sera di venerdì 23 maggio, durante la quale un cavallo è rovinosamente caduto spezzandosi un anteriore. Lo stesso, sofferente, sarebbe stato steccato sul posto con dei tubi e portato via allo scopo di non urtare la sensibilità degli spettatori, per poi essere abbattuto lontano da scomodi e fastidiosi clamori. Neanche la pietà di sopprimerlo immediatamente, vista la gravità del danno subito, ed evitargli una più lunga agonia.
L’A.N.P.A.N.A. – Settore Nazionale Tutela Equini –ha ricevuto indignate segnalazioni da persone che hanno assistito alla tragedia e mette sotto accusa la pericolosità di un palio che, nel sito ufficiale, viene addirittura presentato con orgoglio come “particolarmente insidioso….. lo steccato disegna una curva continua sulla quale i cavalli tendono a scivolare”. Ciò dimostra l’esistenza di una lucida consapevolezza dei rischi insiti in una pista tra le più difficili e, dunque, di una colpevole mancanza di volontà nel porre in essere misure di sicurezza atte a ridurre detti pericoli.
“In generale lamentiamo il fatto che i palii sono diventati ormai un fenomeno affaristico piuttosto che tradizionale per il quale non ci sono, però, regole certe e valide a tutela dei cavalli impiegati”, ha dichiarato Luca Casati – Responsabile A.N.P.A.N.A. del Settore Tutela Equini, “Annunciamo pertanto l’imminente presentazione ai Ministri competenti di una serie di proposte organiche con cui regolamentare le corse cittadine al fine di far cessare questa barbara mattanza. Non è più tollerabile, infatti, che la vita dei cavalli venga privata di ogni valore e subordinata agli interessi umani, molto discutibili dal punto di vista etico e culturale”.
A.N.P.A.N.A. (Associazione Nazionale Protezione Animali Natura Ambiente)
Ente Onlus – Guardie Ecozoofile – Protezione Civile e Ambientale
Settore Nazionale Tutela Equini
C.so Michele Coppino, 40/C – 12051 ALBA (CN) –
Sito: www.anpana.tutelaequini.org

RIVOLGIAMO UN APPELLO A COLORO I QUALI FOSSERO PRESENTI ALL’ INCIDENTE DI VENERDI’ SERA A LEGNANO DI INVIARE FOTO O FILMATI DI QUANTO ACCADUTO

all’ indirizzo di posta elettronica posta@anpana.tutelaequini.org o all’ indirizzo indicato poco sopra.

Palio di Ferrara

CronacaComune – il quotidiano online del Comune di Ferrara

Palio, impegno per la sicurezza perché sia festa grande

21-05-2008
Dichiarazione del sindaco Gaetano Sateriale

palio“Domenica si disputeranno le gare del Palio. Abbiamo ancora davanti agli occhi le immagini terribili della corsa dei cavalli del 2006, che non si debbono ripetere. Ricordiamo che le nuove regole e la nuova pista inaugurate l’anno scorso hanno salvaguardato l’incolumità degli animali. Siamo certi che anche quest’anno i dirigenti del Palio e delle Contrade vorranno operare perché la manifestazione si svolga in sicurezza. Il Comune farà la sua parte per assicurare le migliori condizioni della pista. Confidiamo nel senso di responsabilità di ogni contradaiolo perché la competizione possa essere una grande festa per tutti. Il futuro del Palio dipende da loro”.

IPPICA, CHOC-USA: PULEDRA ABBATTUTA IN PISTA IN DIRETTA TV

Repubblica.it News

Una cavalla Usa è stata abbattuta in pista dopo che si era procurata una dippia frattura alle gambe nella 134.ma edizione del Kentucky Derby. Eight Bellesi è sta uccisa dal veterinario del Derby che non ha potuto fare altro che somministrarle una iniezione letale. L’eutanasia era obbligata. Tutto però è avvenuto dinanzi al pubblico che affollava gli spalti della corsa più antica degli Stati Uniti e per giunta in diretta tv. Lo choc è stato molto forte. (04/05/2008) (P.P.)

A Cremona è nato Pegaso, figlio della prima cavalla clonata

A Cremona è nato Pegaso, figlio della prima cavalla clonata » Panorama.it – Hitech e Scienza

Al cancello del Laboratorio di tecnologie della riproduzione (Ltr) in una stradina di campagna alla periferia di Cremona, qualche giorno fa è comparso un fiocco azzurro. In questo edificio basso e anonimo, del Consorzio per l’incremento zootecnico (Ciz), è nato dopo 11 mesi di gestazione Pegaso, figlio di Prometea, cavalla di razza avelignese, entrata nella storia della scienza nel 2003 come primo clone equino al mondo. Artefice della nascita di Prometea, Cesare Galli, esperto in tecnologie della riproduzione, cui spettano due primati: sempre nel suo centro nel ‘99 nacque Galileo, il primo toro clonato, che oggi gode di ottima salute. Pegaso è nato il 17 marzo 2008 dopo 11 mesi di gestazione con parto naturale e con un’unica fecondazione con il seme dello stallone Abendfurst, anch’esso di razza avelignese.
Questo lieto evento risponde a tutte le domande che da sempre hanno circondato Prometea, come altri cloni. «Confema che gli animali clonati possono crescere normalmente e riprodursi in modo naturale» dice Cesare Galli. «Per la specie equina la nascita di Pegaso ha un significato particolare perché molti cavalli da competzione sono animali castrati in giovane età, e quando da adulti si rivelano campioni, sono incapaci di riprodursi e di dar luogo a una progenie di campioni». La clonazione può oggi consentire di ottenere copie di cavalli campioni castrati e dai cloni, figli di campioni, altri figli che altrimenti non sarebbero mai nati.
Al Ciz sono stati clonati finora 11 bovini (tre femmine e otto tori), 22 maiali, e due cavalli. Nel 2003 l’annuncio sulla rivista Nature della clonazione di Prometea fece il giro del mondo. Nessuno era mai riuscito a duplicare un cavallo, nonostante i ripetuti tentativi. «La cavalla che l’ha partorita, facendo da madre surrogata, è la stessa ad aver donato il materiale genetico: è il nucleo di una sua cellula somatica, trasferito in un ovocita, ad avere fatto di Prometea una sua copia esatta» spiega Galli. Difficile distinguerla dalla madre, anche se le macchie bianche sulla sua fronte non sono proprio identiche:«Le cellule del pigmento non migrano mai in modo sovrapponibile».
Dopo che nel 1997 al Roslin Institute di Edimburgo la pecora Dolly emise il suo belato, il primo mammifero a essere clonato, molti altri animali sono entrati nello zoo del futuro, grazie sempre alla tecnica del trasferimento di una cellula somatica in un ovocita. Dopo Dolly, in ordine cronologico, ci sono stati: topo, toro, maiale, capra, gaur, muflone, coniglio, gatto, mulo (clonato con una tecnica un po’ diversa lo stesso anno di Prometea), ratto, cane, bufalo indiano, furetto e, infine,volpe. Di lei, di Dolly, si è parlato molto (e si continua a farlo) per motivi diversi. Prima accese il dibattito tra gli esperti di bioetica, preoccupati della possibilità di trasferire la tecnica sull’uomo. Poi arrivarono le polemiche, e alcuni addetti ai lavori sollevarono il dubbio che non fosse il clone di una pecora adulta. Infine si tornò a parlarne per un singolare quesito biologico: Dolly è nata giovane come tutti gli agnelli del mondo, o già vecchia, ossia con un’età biologica di 6 anni, quella del nucleo della cellula della donatrice?
«Spesso gli animali clonati sono oggetto critiche circa la loro normalità, anche di Dolly si disse che morì prematuramente perché aveva l’artite come animali molto più vecchi. In realtà, l’autopsia non rivelò nulla di anormale riconducibile alla clonazione. Morì come tante sue simili per una malattia virale che colpì l’allevamento in cui stava e dopo aver partorito tre volte» conclude Galli.
LEGGI ANCHE: Clonati i cani poliziotto in Corea del SudClicca per l'immagine full size

Scoperto allevamento abusivo

Cani, cavalli, capre e polli sporchi e malconci, costretti a vivere in mezzo ai loro escrementi

CronacaQui :: Scoperto allevamento abusivo di animali: denunciato il titolare

LOCATE DI TRIULZI 05/05/2008 – Animali sporchi, spesso malconci e costretti a vivere in mezzo ai loro escrementi. E’ quanto succedeva in unallevamento abusivo di cani, cavalli, capre e polli, custoditi in condizioni igieniche precarie in una struttura priva di qualsiasi controllo e autorizzazione,scoperto dalle Guardie Zoofile Enpa nel pomeriggio di venerdì scorso nella campagna che circonda Locate Triulzi, in provincia di Milano.

Ne dà notizia lo stesso Enpa con un comunicato. Seguendo le tracce di una segnalazione dove si indicava la presenza di un capannone con molti cani in vendita, a cifre elevate e in nero, le Guardie Zoofile con l’appoggio della Polizia Locale di Locate Triulzi sono riuscite a identificare il luogo e a ispezionarlo alla presenza del proprietario, il titolare cinquantenne di un’impresa edile.

Il terreno non comprendeva solo il capannone segnalato ma anche una serie di altri manufatti, sempre abusivi, dove in box, stalle o gabbie qualsiasi erano custoditi molti cani di razza (pinscher, bulldog, carlini, volpini, ecc.), cuccioli compresi, cavalli, ponies, capre e altri animali da cortile. Il tutto in una condizione igienica scandalosa, con deiezioni sparse ovunque e, quando raccolte, sommariamente gettate nel canale vicino.
Un vero e proprio allevamento improvvisato, dove molto probabilmente acquirenti sprovveduti o incoscienti versavano nelle mani del titolare grosse somme in nero per acquistare cuccioli, cavalli o altri animali. Prima ancora che l’ispezione fosse compiuta, il responsabile si era già guadagnato la prima denuncia per maltrattamento di animali dopo aver preso a frustate sul muso un cavallo che si era impigliato in una corda nel tentativo maldestro di liberarlo.

Oltre a questo, il responsabile è stato denunciato per tutte le altre violazioni penali al benessere animale e per la discarica di sporcizia e materiale edile. La Polizia Locale sta ora indagando per verificare gli abusivismi e procedere ai sensi di legge. La grande maggioranza degli animali è stata posta sotto sequestro, in attesa delle decisioni della Magistratura.

GAZA: TRASPORTI IN GINOCCHIO, FERMI I TAXI TORNANO ASINI

Gerusalemme, 23 apr. (Apcom) –

Gaza va piano, anzi a piedi e chi puo’ permetterselo si sposta grazie a carretti tirati da docili asinelli, tornati dopo decenni ad essere il principale mezzo di trasporto in questo tormentato lembo di terra palestinese. “Non avrei immaginato che un giorno gli asini avrebbero preso il posto del mio taxi -si lamenta Aouni Sakher – ma a Gaza la benzina si trova solo al mercato nero e io non posso permettermi quei costi, sono pazzeschi”. Gli speculatori stanno facendo affari d’oro. Un liTro di benzina puo’ costare anche 15 euro, circa 90 shekel, ovvero 1/5 del reddito mensile delle maggioranza delle famiglie di Gaza che lottano con la poverta’ e sopravvivono con gli aiuti alimentari messi a disposizione dalle organizzazioni umanitarie internazionali.

Benzina e gasolio per gli autoveicoli non entrano a Gaza da circa due settimane, da quando Israele, in seguito ad un attacco armato palestinese al valico di Nahal Oz costato la vita a due civili, ha deciso di interrompere le forniture di combustibile alla Striscia. Da allora lo Stato ebraico ha garantito un flusso limitato di gasolio per l’unica centrale elettrica di Gaza e potrebbe riprendere quello del carburante per le automobili solo al termine della Pessah, la Pasqua ebraica, a fine settimana.

Intanto Gaza va a piedi. Secondo il movimento islamico Hamas, che controlla la Striscia da quasi un anno, la mancanza di trasporti offre l’occasione per tornare ad una “vita piu’ sana” ma pochi hanno accolto l’invito a “concedersi lunghe passeggiate”. “Abito a Gaza city e il mio ufficio e’ a Khan Yunis, sono 30 chilometri e non posso farli a piedi. Cosi’ da giorni non vado al lavoro e nella mia condizioni si trovano migliaia di impiegati”, spiega Basel Adwan, un dipendente del ministero dell’Interno. La paralisi dei trasporti ha causato il rallentamento un po’ di tutte le attivita’ lavorative ed inoltre molti studenti ed insegnanti non sono in grado di raggiungere scuole e universita’.

L’asino percio’ e’ ridiventato essenziale per gli spostamenti all’interno delle citta’. Chi puo’ permettersi di pagare uno shekel e mezzo (circa 20 centesimi di euro) ha a disposizione un posto sui carretti tirati da asini che sino a poche settimane fa erano usati, sì, ma per trasportare frutta e verdura. “E’ solo un carretto con ruote di gomma, non e’ certo un piacevole percorso in calesse come in una citta’europea ma almeno mi consente di arrivare a scuola, dall’altra parte della citta’”, commenta con ironia Basima Agha, una insegnante di lingua araba.

Chi possiede un asino puo’ dirsi fortunato, non solo perche’ puo’ sostituirsi ai taxi ed autobus rimasti a secco ma anche perche’ puo’ vendere l’animale a un prezzo molto alto, garantendosi in un colpo solo quanto riuscirebbe a guadagnare in almeno sei mesi di duro lavoro. “Hanno offerto per il mio asino 700 dollari ma per meno di mille non lo cedero’ mai”, dice Adel che fino a qualche giorno fa era un semplice manovale pronto per qualsiasi lavoro, e oggi sente di possedere un ricchezza inaspettata.

Notizie del giorno – Tendenzeonline.info