Corse clandestine, sequestrati due cavalli ad Avezzano

a href=”http://www.terremarsicane.it/print/1367″Corse clandestine, sequestrati due cavalli nel nucleo industriale/abr /blockquoteCorse clandestine, sequestrati due cavalli nel nucleo industrialebr /br /Avezzano. Cavalli da corsa sequestrati dai carabinieri nel corso di un bliz nel nucleo industriale. I militari della compagnia di Avezzano. L’operazione contro le corse clandestine in città ha visto l’impiego di venti carabinieri. L’indagine è stata avviata a giugno quando gli esemplari sequestrati e sottoposti a prelievi furono 30.br /br /L’intervento dei militari è avvenuto durante una gara e hanno tentato di bloccare fantini e rispettivi cavalli. Gli esemplari sono stati sequestrati e dati in affidamento ai proprietari. L’operazione, partita diversi mesi fa, è stata denominata “The Horse” e finora ha portato alla denuncia di 33 persone, a 12 sequestri di stalle, e 32 di cavalli, oltre alle numerose perquisizioni. L’indagine è scattata a settembre ed è stata avviata dalla compagnia di Avezzano insieme a quelle di Sora, Cassino e Cittaducale, oltre che dei Nas di Pescara, e diretta dalla procura della Repubblica di Avezzano./blockquote

Usa, “Uccidete i cavalli selvaggi”

Il Reporter | Storie | Usa

di Andrea Lessona

Corrono liberi per le vaste pianure. Simbolo della frontiera, dei pionieri, del Far West. Vivono così da sempre: da quando nel XVI secolo gli spagnoli portarono nel Nuovo Continente i puledri che generarono i mustang. I cavalli selvaggi americani.

Oggi, nonostante siano protetti, rischiano di morire. A migliaia. Un nuovo rapporto del governo federale, presentato nei giorni scorsi, sostiene che il costo per il mantenimento degli animali a carico di Wasghinton supererà di 27 milioni di dollari il budget stanziato. Troppo.

Per oltre tre secoli questa razza fu la più numerosa degli Stati Uniti, ambita sia dai Nativi americani sia da colonizzatori. Poi nella prima metà del Novecento venne quasi sterminata, perché pericolosa per il bestiame da pascolo e ormai inutile all’esercito meccanizzato. Di oltre due milioni di esemplari ne rimasero poche centinaia.

Oggi i 33 mila cavalli sopravvissuti si dividono i territori demaniali di dieci stati, ma la metà sopravvive in Nevada. Il Bureau of Land Management che controlla la popolazione equina deve far fronte a ingenti spese: con pochi predatori (umani a parte, nonostante sia proibito abbatterli) i branchi di mustang sono raddoppiati negli ultimi cinque anni.

Per poter preservare gli esemplari che non vengono dati in adozione o comperati dagli appassionati, occorrono nuovi recinti, fattorie e l’assunzione di molti “vecchi” cow-boys. E le spese aumentano a dismisura. Così, l’unica soluzione che si profila all’orizzonte dei mustang, il cui nome deriva dallo spagnolo mesteno, “selvatico o senza padrone”, sembra l’abbattimento.

Alla notizia, le proteste sono divampate per tutti gli Usa. Eppure le alternative esistono: aiutare l’adozione dei puledri detassando l’acquisto o fornire incentivi fiscali ad associazioni e privati. Un’altra possibilità sarebbe quella di rilasciare gli animali in zone diverse da dove sono stati catturati, in modo che non diano fastidio alla potente lobby degli agricoltori. Ma per questa ipotesi ci vuole una legge ad hoc.

La soluzione più efficace e a costo zero per le casse del governo federale sembra invece quella suggerita da Karen Sussman, presidente dell’International Society for the Protection of Mustangs and Burros: “Sterilizzare i mustang condannati all’abbattimento, per lasciarli liberi sui territori demaniali sino alla fine dei loro giorni”.

E preservare così il simbolo vivente della frontiera, dei pionieri, del Far West. Il simbolo degli Stati Uniti d’America.

Catania, sei denuncie per maltrattamento di animali. Cronometravano un cavallo sulla litoranea

ItaliaInformazioni –

Stavano cronometrando un cavallo lungo la litoranea Riposto-Schisò, nel Catanese, quando sono arrivati i carabinieri, che hanno sbarrato la strada con le loro auto di servizio. Cavallo e calesse hanno finito la loro corsa contro una delle auto di servizio, ferendo un militare, che si è incrinato una costola; lo stesso quadrupede, si è rotto una gamba.

È accaduto ieri, ma è stato reso noto solo stamane. Sei le persone denunciate, il guidatore del calesse, che deve rispondere di resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale, ed altre cinque, che facevano da apripista, che sono accusate di maltrattamento di animali e competizioni non autorizzate.

Cavallo risponde ai Cc e fa recuperare il bestiame rubato

tiscali.animali

Avevano rubato tre cavalli e li avevano portati in una campagna deserta e ben recintata, in attesa di cederli a qualche acquirente , ma i carabinieri li hanno preceduti, grazie soprattutto alla collaborazione di Valentino, il più vispo dei tre quadrupedi, che chiamato a distanza per nome, si è messo a nitrire, attirando così i militari dell’Arma nella prigione.

Animali nel mirino – Il curioso episodio, raccolto in ambienti investigativi, è avvenuto a Zungri, un Comune del vibonese, nel comprensorio del Poro, tristemente noto per i continui furti di animali di ogni genere, un fenomeno gestito dalla mafia rurale che saccheggia gli allevamenti al fine di indurre i proprietari delle campagne a cederle a basso prezzo.

Più sveglio di Furia – I carabinieri, appena ricevuta la denuncia del furto da parte di un piccolo allevatore del luogo con la descrizione dei quadrupedi ed i loro nomi, si sono diretti verso la “Campia”, scandendo a gran voce il nome “Valentino” dato dal proprietario ad uno dei cavalli fin quando ad un tratto non hanno sentito, in risposta, un forte nitrito. Seguendo la direzione da cui proveniva il segnale, sono così arrivati al rifugio. Recuperati i cavalli, i carabinieri sono adesso alla ricerca dei ladri, probabilmente persone del luogo, affiliate alla famigerata mafia rurale.

Barack Obama e i diritti degli animali

Barack Obama e i diritti degli animali

Moriconi e la politica

Non siamo usi ai facili entusiasmi ma ci troviamo senz’altro d’accordo con quanti, nel mondo, si stanno ancora felicitando per l’elezione del primo Presidente afroamericano degli Stati Uniti (il quale, nel suo discorso della vittoria, è stato anche il primo uomo politico di rilievo che abbia ringraziato, tra i suoi elettori, anche “le persone con disabilità e quelle senza disabilità”, superando così per la prima volta il recinto delle ragioni “etnico-economiche” in politica (Obama è certamente conscio del fatto che la maggior parte degi fondi per la sua elezione sono venuti dal Web, dalla gente comune e questo è il dato veramente innovativo delle presidenziali USA 2008).

Ci allineamo anche alle parole di Gianluca Felicetti, Presidente LAV, che ha espresso grande soddisfazione nel leggere che Obama è seriamente preoccupato per la sofferenza animale – non soltanto quella dei pet…

Purtroppo l’avvento di Obama è stato presumibilmente accompagnato dal sacrificio di un toro nel suo villaggio di orgine, in Kenia. L’articolista di Repubblica nello scrivere che <> non si rende affatto conto che l’uso di sacrificare animali per le feste è proprio – purtroppo – di tutte le popolazioni umane (pensiamo ai nostri agnelli pasquali, per fare un solo esempio) e il suo quindi è un doppio strafalcione, specista ed etnocentrico, se non con uno sfondo neanche tanto vagamente razzista.

Nonostante questo, restiamo dell’avviso che le parole di Obama (che potete leggere in inglese cliccando qui) se dovessero tradursi in atti concreti, potrebbero costituire un precedente storico per tutto il movimento di liberazione animale del mondo, al pari dell’estensione dei diritti umani alle grandi scimmie operata da Zapatero in Spagna.

Obama ha già lavorato all’emanazione di una legge per la prevenzione dell’abbattimento equino nello Stato dell’Illinois, insieme ad altri 11 provvedimenti inerenti le crudeltà sugli animali, ed è stato più volte citato favorevolmente dalla Humane Society of U.S..
Si è dichiarato di questo avviso: <> che è un pensiero che richiama direttamente quello di Gandhi, anche se alla rovescia. Obama si è anche più volte dimostrato conscio di quanto la violenza sugli animali sia ‘propedeutica’ a quella sugli esseri umani, vogliamo dunque sperare che la sua politica in materia continui – non dimentichiamoci che gli Stati Uniti d’America sono lo stato che ‘sacrifica’ il più grande numero di animali ogni anno e quindi possiamo immaginarci le resistenze in tale ambito – e che il fatto di regalare un cucciolo ai suoi figli come compimento di una promessa fatta in campagna elettorale (<> aveva detto Barack) sia solo la prima di molte altre promesse da realizzare, per una nuova giustizia sociale e tra le specie.

Enrico Moriconi

COME NEL FAR WEST: STRANO FURTO DI CAVALLI IN MASSERIA

Lecce Prima.it

Furto nella notte ad Otranto presso una nota masseria della zona: ma la refurtiva questa volta non è risultata composta da preziosi, da denari o da apparecchiature tecnologiche. Protagonisti della ruberia assolutamente singolare sono stati, con somma sorpresa dei più, e loro malgrado, i due cavalli di proprietà dei responsabili della struttura: trattasi per l’esattezza di un cavallo nero (un “castrone Murgese” per la precisione) di 5 anni, chiamato affettuosamente “Tiziano” (utilizzato tra l’altro nella prima edizione del Natale Medievale di Otranto), e di una cavalla tedesca di 10 anni. Il cavallo Tiziano sarebbe tra i due animali quello maggiormente riconoscibile, portando un marchio a fuoco piuttosto grande, posizionato sulla guancia sinistra, che contrassegna il numero 507.

La masseria dove è avvenuto il furto, è un’antica struttura del 1700, un tempo dedicata alla pastorizia, particolarmente attenta alla tipologia architettonica tipica del paesaggio rurale salentino, inserita a ridosso di un’estesa pineta, collocata in una valle paesaggistica tra le più belle e suggestive di Otranto. I due esemplari vivevano nella stalla della masseria, ma durante la giornata spesso si muovevano liberamente nei campi adiacenti: risaputa, infatti, era la loro speciale docilità, manifestatasi concretamente nel fatto che spesso questi si lasciassero avvicinare da chiunque, soprattutto dai bambini, che negli animali avevano identificato una vera e propria attrattiva.

E proprio in virtù di questi fattori, i due cavalli erano diventati a tutti gli effetti un valore aggiunto per la masseria, una sorta di simpatico sponsor per ospiti e visitatori. Sconosciute al momento le cause del furto e le modalità mediante le quali i ladri si siano intrufolati nella struttura, sottraendo gli animali dalla stalla e portandoli via. Ma nello scenario collettivo appaiono suggestioni un po’ da “far west” nostrano, anche perché furti simili appaiono roba d’altri tempi. Il giovane proprietario ha deciso di sporgere denuncia presso la stazione locale dei carabinieri. Si attendono sviluppi intorno alla singolare vicenda di cronaca.

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Botticelle, il sottosegretario alla Salute scrive al sindaco: «Intervenire subito

Botticelle, il sottosegretario alla Salute scrive al sindaco: «Intervenire subito» – Il Messaggero

Botticelle, il sottosegretario alla Salute
scrive al sindaco: «Intervenire subito»
Una botticella a Roma

di Davide Desario
ROMA (18 settembre) – Il caldo afoso dell’estate sembra essere passato, lo scandalo delle botticelle della Capitale tutt’altro. A ricordarlo ci ha pensato il sottosegretario al Ministero della Salute Francesca Martini che ha inviato una lettera ufficiale al sindaco di Roma per chiedere «dopo i ripetuti episodi di sofferenza dei cavalli che trainano le botticelle», di prendere immediati provvedimenti a difesa degli animali. E non solo. Il ministero infatti mette a disposizione di Alemanno i propri tecnici per redigere un disegno di legge per la tutela dei cavalli utilizzati per la trazione delle carrozzelle.

Caro sindaco. Le lettera è arrivata ieri sulla scrivania di Gianni Alemanno. Il mittente è il sottosegretario al Ministero della Salute Francesca Martini la quale ha la delega alle materie della sanità pubblica veterinaria. La Martini scrive al sindaco dopo i numerosi episodi di sofferenza di alcuni cavalli che trainano le botticelle, che ormai sembrano aver fatto il loro tempo: «Tali comportamenti – scrive il sottosegretario – oltre che offendere la sensibilità per la tutela del benessere animale sempre più diffuso nel nostro paese, pongono in evidenza una palese inosservanza del regolamento comunale a tutela degli animali (soprattutto per gli orari di lavoro dei cavalli, ndr)». La Martini sottolinea: «Sono certa che Ella vorrà intervenire con l’abituale efficacia affinchè siano adottate tutte le misure necessarie per il rispetto del citato regolamento comunale e delle norme igienico sanitarie correlate in materia». La Martini va anche oltre. Propone al Campidoglio di utilizzare le competenze tecniche del Ministero che intende presentare una nuova legge in materia: «Qualora Ella lo ritenesse opportuno, questo Ministero mette a disposizione le proprie competenze tecniche al fine dell’attivazione di un tavolo tecnico comunale per la verifica delle esperienze di gestione degli equini in ambiente urbano, anche ai fini di un confronto per la stesura di un apposito disegno di legge».

Parola ad Alemanno. La lettera della Martini è senza dubbio un sollecito al Comune di Roma a prendere provvedimenti per risolvere, una volta per tutte, la querelle delle botticelle. Il sindaco, a dir la verità, già il 23 luglio aveva dichiarato: «Così non va. Bisogna cambiare il servizio della botticelle». Poi aveva delegato l’assessore all’Ambiente Fabio De Lillo il quale, però, finora ha organizzato riunioni con le associazioni animaliste e con i vetturini della Capitale e ha portato in Giunta una bozza di provvedimenti che però non è stata approvata.

Il divieto del Vaticano. C’è chi, inevece di tante parole, è passato subito ai fatti. A dicembre, stanco del degrado che soffoca una delle piazze più simboliche del mondo, il Vaticano ha disposto un divieto di entrare alle carrozzelle trainate dai cavalli in piazza San Pietro. Nel resto di Roma, invece, le botticelle fanno ancora il bello e cattivo tempo.

Una battaglia eterna. Il sindaco Rutelli stanco degli escrementi dei cavalli delle botticelle, vietò la sosta alle botticelle nelle più belle piazze della Capitale. Poi in Campidoglio è arrivato Veltroni e ha trovato un accordo che si potrebbe definire “cerchiobotticellista”: una mutanda d’ordinanza a tutti cavalli “ma anche” la nuova concessione della sosta nei luoghi simbolo della Città Eterna. E dopo una lunga battaglia, il 24 ottobre del 1995, il delegato del sindaco per i diritti degli animali Monica Cirinnà riuscì a scrivere il regolamento comunale sulla tutela degli animali. E il consiglio comunale lo approvò all’unanimità. Molte le prescrizioni. Quella più semplice e più contestata è il divieto dal primo giugno al 15 settembre di far lavorare i cavalli dalle 13 alle 17. Una norma quasi sempre non rispettata come dimostrano i verbali elevati dai vigili urbani e dalle guardie zoofile dell’Enpa. Eppure nessuno ha ancora preso seri provvedimenti nonostante l’appello ai turisti da parte delle associazioni animaliste a non prendere le botticelle, la denuncia alla procura delle repubblica presentata dall’Enpa, l’interrogazione l’interrogazione al ministra della sanità presentata da una delegazione bipartisan della Camera guidata da Gianni Mancuso e Barbara Mannucci del Pdl e da Claudia Rocchi del Pd.
davide.desario@ilmessaggero.it

Botticelle, il sottosegretario alla Salute scrive al sindaco: «Intervenire subito» – Il Messaggero

Botticelle, il sottosegretario alla Salute
scrive al sindaco: «Intervenire subito»
Una botticella a Roma

di Davide Desario
ROMA (18 settembre) – Il caldo afoso dell’estate sembra essere passato, lo scandalo delle botticelle della Capitale tutt’altro. A ricordarlo ci ha pensato il sottosegretario al Ministero della Salute Francesca Martini che ha inviato una lettera ufficiale al sindaco di Roma per chiedere «dopo i ripetuti episodi di sofferenza dei cavalli che trainano le botticelle», di prendere immediati provvedimenti a difesa degli animali. E non solo. Il ministero infatti mette a disposizione di Alemanno i propri tecnici per redigere un disegno di legge per la tutela dei cavalli utilizzati per la trazione delle carrozzelle.

Caro sindaco. Le lettera è arrivata ieri sulla scrivania di Gianni Alemanno. Il mittente è il sottosegretario al Ministero della Salute Francesca Martini la quale ha la delega alle materie della sanità pubblica veterinaria. La Martini scrive al sindaco dopo i numerosi episodi di sofferenza di alcuni cavalli che trainano le botticelle, che ormai sembrano aver fatto il loro tempo: «Tali comportamenti – scrive il sottosegretario – oltre che offendere la sensibilità per la tutela del benessere animale sempre più diffuso nel nostro paese, pongono in evidenza una palese inosservanza del regolamento comunale a tutela degli animali (soprattutto per gli orari di lavoro dei cavalli, ndr)». La Martini sottolinea: «Sono certa che Ella vorrà intervenire con l’abituale efficacia affinchè siano adottate tutte le misure necessarie per il rispetto del citato regolamento comunale e delle norme igienico sanitarie correlate in materia». La Martini va anche oltre. Propone al Campidoglio di utilizzare le competenze tecniche del Ministero che intende presentare una nuova legge in materia: «Qualora Ella lo ritenesse opportuno, questo Ministero mette a disposizione le proprie competenze tecniche al fine dell’attivazione di un tavolo tecnico comunale per la verifica delle esperienze di gestione degli equini in ambiente urbano, anche ai fini di un confronto per la stesura di un apposito disegno di legge».

Parola ad Alemanno. La lettera della Martini è senza dubbio un sollecito al Comune di Roma a prendere provvedimenti per risolvere, una volta per tutte, la querelle delle botticelle. Il sindaco, a dir la verità, già il 23 luglio aveva dichiarato: «Così non va. Bisogna cambiare il servizio della botticelle». Poi aveva delegato l’assessore all’Ambiente Fabio De Lillo il quale, però, finora ha organizzato riunioni con le associazioni animaliste e con i vetturini della Capitale e ha portato in Giunta una bozza di provvedimenti che però non è stata approvata.

Il divieto del Vaticano. C’è chi, inevece di tante parole, è passato subito ai fatti. A dicembre, stanco del degrado che soffoca una delle piazze più simboliche del mondo, il Vaticano ha disposto un divieto di entrare alle carrozzelle trainate dai cavalli in piazza San Pietro. Nel resto di Roma, invece, le botticelle fanno ancora il bello e cattivo tempo.

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a
battaglia eterna. Il sindaco Rutelli stanco degli escrementi dei cavalli delle botticelle, vietò la sosta alle botticelle nelle più belle piazze della Capitale. Poi in Campidoglio è arrivato Veltroni e ha trovato un accordo che si potrebbe definire “cerchiobotticellista”: una mutanda d’ordinanza a tutti cavalli “ma anche” la nuova concessione della sosta nei luoghi simbolo della Città Eterna. E dopo una lunga battaglia, il 24 ottobre del 1995, il delegato del sindaco per i diritti degli animali Monica Cirinnà riuscì a scrivere il regolamento comunale sulla tutela degli animali. E il consiglio comunale lo approvò all’unanimità. Molte le prescrizioni. Quella più semplice e più contestata è il divieto dal primo giugno al 15 settembre di far lavorare i cavalli dalle 13 alle 17. Una norma quasi sempre non rispettata come dimostrano i verbali elevati dai vigili urbani e dalle guardie zoofile dell’Enpa. Eppure nessuno ha ancora preso seri provvedimenti nonostante l’appello ai turisti da parte delle associazioni animaliste a non prendere le botticelle, la denuncia alla procura delle repubblica presentata dall’Enpa, l’interrogazione l’interrogazione al ministra della sanità presentata da una delegazione bipartisan della Camera guidata da Gianni Mancuso e Barbara Mannucci del Pdl e da Claudia Rocchi del Pd.
davide.desario@ilmessaggero.it

Botticelle, Alemanno: garantire igiene e benessere dei cavalli.

Botticelle, Alemanno: garantire igiene e benessere dei cavalli. Enpa: sostituirle con auto d’epoca – Il Messaggero

Botticelle, Alemanno: garantire igiene e benessere dei cavalli. Enpa: sostituirle con auto d’epoca
Botticelle in via della Consolazione (foto Toiati)

ROMA (20 settembre) – «Se c’è una strada per garantire il benessere degli animali e l’igiene cittadina, penso che la tradizione delle “botticelle” vada mantenuta». Così il sindaco di Roma Gianni Alemanno è intervenuto oggi sulla questione delle botticelle. «Ci sarà l’incontro tra l’assessore De Lillo e il sottosegretario Martini – ha aggiunto il primo cittadino – Mi auguro che ci sia un chiarimento molto profondo, perché dobbiamo agire in sintonia con il ministero dell’Ambiente. L’assessore De Lillo ha preso nei mesi scorsi provvedimenti importante sulla salute e sul benessere animale, sulla salute dei cavalli e sul loro pensionamento». Alemanno ha spiegato che su questi provvedimenti c’è stato un dibattito notevole anche con le associazioni animaliste. «Mi auguro – ha detto – che ci si chiarisca e che si trovi un modo per governare questa tradizione romana rispettando i diritti degli animali, la salute e il decoro della città».

Enpa: sostituire botticelle con auto d’epoca. L’Enpa (ente nazionale protezione animali), giudica positivamente l’idea di sostituire le botticelle con delle auto d’epoca, per mantenere un servizio tradizionale della città eterna, tutelando però i cavalli: “ci sembra un’ottima idea, finalmente la prima, che riesce a coniugare i diritti degli animali e la tradizione, preservando al contempo il lavoro degli operatori. Il pretesto della difesa della tradizione, a discapito della vita dei cavalli, non è tollerabile – dichiara Claudio Locuratolo, presidente Enpa Roma – soluzioni come quella proposta oggi dal Corriere della Sera, dimostrano come esistono delle alternative sostenibili. Ricordiamo che a Roma anche i vespasiani, ovvero i vecchi bagni pubblici, erano una tradizione che è durata fino a non molti anni fa, cedendo però il passo alla modernità, alle esigenze di igiene e salute pubblica e alla civiltà. Anche la tutela degli animali deve passare per questo percorso affinché si giunga ad un livello di modernità consono a Roma».

Italia Nostra. «Consideriamo interessante e valida la proposta, uscita oggi, di sostituire le botticelle con delle utilitarie cabriolet elettriche- hanno detto Carlo Ripa di Meana e Mirella Belvisi, consiglieri nazionali dell’associazione per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione Italia Nostra – affinché i vetturini possano continuare a portare i turisti a visitare il centro ed i monumenti e i cavalli trovino ospitalità presso il corpo forestale».

Mannucci (Pdl): il sindaco non ascolti solo i vetturini. «Mi auguro che il sindaco non prenda decisioni affrettate e che ascolti tutte le voci – ha detto il deputato Pdl Barbara Mannucci – non solo quelle dei vetturini, che sono molto pochi rispetto ai migliaia di cittadini che ci scrivono per chiederci di continuare a difendere gli animali, a toglierli dalle strade e porre fine una volta per tutte a questa crudeltà».

Trovato virus esotico in cavalli e uccelli. Può contagiare l’uomo

Ferrara. Trovato virus esotico in cavalli e uccelli. Può contagiare l’uomo

L’Ausl di Ferrara ha già attivato un programma di sorveglianza
Trovato virus esotico in cavalli e uccelli. Può contagiare l’uomo

L’allarme per ora arriva dalle agenzie e dai veterinari, ma la popolazione forse ne sente parlare per la prima volta. I lanci di agenzia di ieri battono la notizia che si sarebbe diffuso nel Ferrarese – o quantomeno ne è stata rintracciata la presenza – il virus West Nile, malattia infettiva trasmessa dalle zanzare, in particolare del genere Culex, che ha colpito i cavalli di alcune scuderie. Ad affermarlo è l’Istituto Zooprofilattico dell’Abruzzo e del Molise, centro di riferimento nazionale per le malattie esotiche, che ha confermato la presenza dell’infezione anche in uccelli selvatici provenienti dalla nostra provincia, esaminati nell’ambito del piano regionale di monitoraggio della fauna selvatica.

La Regione Emilia-Romagna e l’Ausl di Ferrara hanno già attivato un programma di sorveglianza per approfondire le conoscenze sulle dimensioni e l’entità del fenomeno. Inoltre sono stati già programmati interventi per la sorveglianza e la lotta all’insetto che trasmette il virus, contro il quale non c’è cura: non esistono trattamenti specifici né vaccini. È possibile solamente attenuare i sintomi della malattia. Generalmente il malato si rimette spontaneamente in 3-5 giorni, ma la malattia può essere anche mortale in individui anziani e immunodepressi.

I sintomi dell’infezione sono rappresentati da febbre moderata dopo pochi giorni di incubazione, che dura da tre a sei giorni, accompagnata da malessere generalizzato, anoressia, nausea, mal di testa, dolore oculare, mal di schiena, dolori muscolari, tosse, eruzioni cutanee, diarrea, linfadenopatia e difficoltà a respirare. In meno del 15% dei casi, negli anziani e nei soggetti più deboli, possono aggiungersi gravi complicazioni neurologiche quali meningite o encefalite.

I sintomi più comunemente riportati da pazienti ospedalizzati con la forma più severa dell’infezione erano: febbre elevata, mal di testa severo, debolezza e paralisi flaccida, sintomi gastrointestinali, modificazione dello stato mentale con disorientamento, tremori, convulsioni e coma. Più rari casi di eruzione maculopapulare o morbilliforme sul tronco, collo, braccia o gambe; atassia, segni extrapiramidali come anormalità dei nevi cranici, mielite, neurite ottica, poliraciculite, attacchi epilettiformi.

Il virus del Nilo occidentale, il cui nome viene dal distretto di West Nile in Uganda, dove è stato isolato per la prima volta nel 1937 in una donna che soffriva di una febbre particolarmente alta, oltre a cavalli e volatili, può colpire anche l’uomo.

La malattia ha un andamento endemico-epidemico ed è diffusa soprattutto in Africa (specie in Egitto), Medio Oriente, India, Europa e, più recentemente, negli Stati Uniti, dove la prima epidemia è stata dichiarata a New York nel 1999.

PULEDRA AL MACELLO

URGENZA CONCLUSA
Questo l’ appeelo che aavevamo diramato:
“La puledra che vedete nella foto e’ destinata alla macellazione. Cerchiamo i contributi per il riscatto.La cifra che il commerciante ricava dalla vendita ai fini di macellazione e’ di euro 550. Se riusciamo a raccolgiere tale importo , sara’ possible sottrarla a questo destino . Sappiamo che 100naia di puledri hanno questo destino ma questa e’ la situazione che ci siamo trovati ad afrontare per una serie di circostanze conseguenti un controllo sul territorio.

puledra roma

La puledra e’ una maremmana di un anno, sana, completamente sdoma, perciò si
richiede succesivamente al riscatto adozione da parte di persona esperta. Risiede in provincia di Roma.”

COLLETTA CONCLUSA, GRAZIE A  :
Paolo Bassini Euro 50
Ferdinando Caprioglio Euro 50
Rosanna Scotti Euro 50
Angela Galli Euro 50
Mary Lucangeli Euro 30
Diana Cappolecchia Euro 100 
Silvia e Marco Euro 30
I clienti della Croce Azzurra diAbano Terme Euro 220
Angela Marino Euro 50

La cavalina e’ stata riscattata, troverete dettagli nella sezione svluppi appena riceviamo le foto della nuova sitemazione presso l’ affdatario.