Furto di cavalli nella notte

Newsrimini: Morciano: Furto di cavalli nella notte. Spariti quattro purosangue

Furto di cavalli nella notte. Spariti quattro purosangue

Dopo quello all’ippodromo di Cesena di qualche settimana fa, un altro furto di cavalli di razza questa volta nel riminese.

MORCIANO | 01 settembre 2008 | La scorsa notte (presumibilmente tra le 2.30 e le 5) sono spariti quattro cavalli da corsa di proprietà della scuderia di purosangue arabi Arabian Valley Stud di Morciano. Ad essere rubati alcuni degli esemplari più pregiati che, secondo le prime ipotesi dei carabinieri, potrebbero finire nel circuito delle corse clandestine, ambiente in cui spesso gli animali sono soggetti a maltrattamenti.
Non si tratta del primo furto avvenuto nell’allevamento di Morciano: lo scorso anno erano stati rubati infatti altri sette cavalli. Fortunatamente, grazie all’impegno delle forze dell’ordine, erano stati ritrovati dopo quattro giorni, poco prima di essere imbarcati dalla calabria con destinazione Sicilia dove sarebbero stati utilizzati per corse clandestine.

Rimini: cinque cavalli da corsa rubati

L’Unione Sarda – lunedì 01 settembre 2008 11:57 – Rimini: cinque cavalli da corsa rubati dalla scuderia

Rimini: cinque cavalli da corsa rubati dalla scuderia
Furto di cavalli di razza la scorsa notte, nel Riminese. Si tratta di cinque cavalli da corsa di proprietà della scuderia di purosangue arabi Arabian Valley Stud, di Morciano di Romagna. Dalle stalle sono spariti alcuni degli esemplari più pregiati che potrebbero finire nel circuito delle corse clandestine, un ambiente in cui spesso gli animali sono soggetti a maltrattamenti. Sull’episodio indagano i carabinieri che sono al lavoro dalle prime ore del giorno.

Equitazione, casi positività a rischio bronzo per Norvegia

Olimpiadi: Equitazione, casi positività a rischio bronzo per Norvegia – The Instablog

Olimpiadi: Equitazione, casi positività a rischio bronzo per Norvegia

LOSANNA (Svizzera) – Le controanalisi hanno confermato le positività emerse nei test di quattro cavalli durante le competizioni di equitazione delle Olimpiadi di Pechino, lo ha fatto sapere la federazione internazionale degli sport equestri (Fei). La conferma delle positività già emerse a Pechino mette a rischio il bronzo conquistato nella competizione a squadre dalla Norvegia. Il terzo posto, in caso di squalifica, andrebbe alla Svizzera. (Agr)

SCHELETRO DI UN CAVALLO DI OLTRE DIECI SECOLI

PIAZZA ARMERINA SCHELETRO DI UN CAVALLO DI OLTRE DIECI SECOLI FA TROVATO ALLA VILLA ROMANA

A poche decine di metri dai gruppi di turisti, impegnati sotto il sole cocente a visitare i pavimenti musivi della Villa, all’interno di una baracca prefabbricata, su un tavolino di lavoro, giacciono in questi giorni i resti ossei di un cavallo. Un esemplare morto più di dieci secoli fa. Un intero scheletro dell’equino “romano”, ritrovato all’interno di uno dei tanti pozzi d’acqua della Villa Romana del Casale. Come mai era stato gettato all’interno del pozzo e in quale contesto? Chino sul tavolo di lavoro, riempito dei resti dell’animale, un giovane archeozoologo, Sebastiano Pappalardo, catanese di 28 anni, sta cerando di strappare via al cavallo quante più informazioni possibili. “Per ora sappiamo che si tratta di un esemplare maschio di 7 o 8 anni d’età, morto a quanto sembra per cause naturali, il cavallo non è stato macellato, è integro e speriamo di poterne ricavare quante più notizie”, spiega Pappalardo.

Informazioni che potrebbero contribuire a capire in quale contesto si viveva nella zona. Ma ogni valutazione, per ora, appare prematura. A terra, accanto al tavolo di lavoro, dentro ad altri contenitori, le due mandibole con i denti perfettamente conservati e il resto dello scheletro. In corso l’attività di pulitura e catalogazione di tutti i pezzi ossei, ritrovati mentre i tecnici stavano svuotando alcuni pozzi. Certo non un fatto usuale, quello di recuperare accanto ai pavimenti musivi lo scheletro di un cavallo. Più facile ritrovare reperti di ceramica o monete antiche. Forse l’animale, dopo essere morto in seguito ad una malattia, venne gettato nei canali della Villa Romana in una fase storica in cui era in corso il riempimento degli stessi. Insomma, una tomba improvvisata per caso nel corso di alcuni lavori.

Trotter 6 anni

ADOTTATO DA ROBERTO DELLA PROV. DI CUNEO
Cavallo trotter di 6 anni, castrone, sano e buonissimo, appena ritirato dalle corse. Cerchiamo persone che possano offrirgli una buona sistemazione, serenità ed affetto. Non è stato ancora addestrato a sella. Risiede in provincia di Milano .
Per la disponibilita’ all’ adozione compilare la form di seguito

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Cavaliere muore dopo esser stato disarcionato

L’Unione Sarda – domenica 24 agosto 2008 20:44, Francia: cavaliere muore dopo esser stato disarcionato

Francia: cavaliere muore dopo esser stato disarcionato
Un cavaliere è morto dopo essere stato disarcionato dal suo cavallo in un concorso ippico a Hennebont, nell’ovest della Francia. Secondo gli organizzatori si tratta di un incidente “rarissimo”. Il cavaliere di 37 anni è caduto a causa di un mancato salto del suo cavallo davanti ad un doppio ostacolo di circa un metro che lo ha sbalzato da cavallo.
24/08/2008 20:44

Cavallo maltrattato a Roma, denunciato il vetturino

Cavallo maltrattato a Roma, denunciato il vetturino | OGGI notizie

«Adesso basta. Le autorità devono fare qualcosa. Chiediamo al sindaco Alemanno un intervento personale perché venga dismesso il servizio delle botticelle a Roma».

A parlare è L’Enpa, l’Ente Nazionale Protezione Animali, dopo l’episodio «gravissimo» avvenuto martedì sera su via Veneto ai danni di un cavallo. L’associazione animalista ha deciso di denunciare il vetturino che guidava la botticella e di presentare un esposto alla Procura della Repubblica per fare luce su quanto avvenuto. Evidenziando la «costante e sistematica violazione delle norme da parte dei conducenti delle carrozze romane».

Secondo l’Enpa infatti «il vetturino che l’altra sera conduceva la botticella numero 3 e che oltretutto non era il titolare della licenza, ha commesso due violazioni al regolamento comunale percorrendo un tratto di via Veneto in salita, al di fuori della Ztl, per di più al trotto e non al passo, come previsto dal regolamento.»

Il cavallo che trainava la carrozza ha avuto un malore. Si è fermato, ha digrignato i denti, creando una pozza di sudore sull’asfalto. Il medico della Asl giunto dopo un’ora, ha riscontrato sull’animale uno stato di affaticamento muscolare. Per questo l’associazione ha deciso di rivolgersi all’autorità «per verificare se nel comportamento del vetturino siano ravvisabili i reati previsti dal Codice Penale per aver sottoposto l’animale a comportamenti incompatibili con la propria natura». Reati per cui è previsto l’arresto fino a un anno.

Quello di martedì infatti non è che l’ennesimo episodio di maltrattamento ai danni di cavalli costretti ogni giorno a trainare le botticelle con i turisti su e giù per i sette colli tra il veleno dei tubi di scappamento e i sampietrini. A giugno su Lungotevere Aventino un cavallo venne travolto da una macchina, morendo poco dopo l’incidente. «E da allora – denuncia l’Enpa – nulla è stato fatto da parte del comune di Roma per risolvere il problema delle botticelle».

L’assessore all’Ambiente, Fabio De Lillo, delegato per i diritti degli animali, si prepara a rimodulare il regolamento comunale sulle botticelle. Le associazioni ambientaliste invece ritengono più opportuno procedere subito alla dismissione del servizio per il bene degli animali stessi. «Fino ad oggi – afferma L’Enpa – l’assessore ha proposto solo soluzioni discutibili, come la divisa per i vetturini, o il microchip, già obbligatorio, per i cavalli». Ragione per cui Enpa dopo le proteste, è passata alle vie legali, chiedendo un intervento diretto del sindaco.

Dal suo canto, De Lillo ha annunciato che insieme alla polizia Municipale al medico della Asl e al consulente tecnico per gli animali del Comune, sta verificando se ci siano state responsabilità da parte del vetturino che martedì sera guidava la botticella in via Veneto . «Se non dovesse aver rispettato il regolamento comunale – afferma l’assessore – prenderemo provvedimenti esemplari contro di lui e gli sospenderemo la licenza».

LOMBARDIA: CORSE CLANDESTINE DI CAVALLI, PARTE ESPOSTO ALLA PROCUR

Gioco & Giochi

Corse clandestine di cavalli a Milano, Varese, Brescia. A denunciare i fatti criminosi con un esposto presentato alla Procura della Repubblica è l’associazione ambientalista Aidaa (Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente), che ha raccolto segnalazioni che delineano un quadro malavitoso organizzato e ben radicato sul territorio. In realtà, si parla da un ventennio di corse clandestine non solo nelle regioni del Sud, ma anche al Nord. La novità pare l’incremento quantitativo delle stesse, sei – sette in media al mese, e il fatto che siano riconducibili a una rete malavitosa che ‘vanta’ proventi, per ciascuna corsa (ovviamente associata a scommesse clandestine e tarocche), di diverse centinaia di miglia di euro.
Le corse, secondo l’esposto, vengono condotte in aperta campagna, sia nella zona del parco delle Groane, alle porte di Milano, che in provincia di Varese e Brescia, e sono organizzate ‘in toto’ dalla malavita organizzata.
COINVOLTI STALLIERI E VETERINARI – Tutto ruoterebbe intorno a un’organizzazione che opera su diversi fronti e della quale fanno parte quattro veterinari e sette stallieri, che si occupano della gestione dei cavalli da far gareggiare. Il sistema descritto nell’esposto è grosso modo questo: quando la malavita riesce a organizzare una corsa, in base al giro delle scommesse che non è inferiore ai 250mila euro, si trovano i cavalli che molto spesso sono degli ex cavalli da corsa che vengono tenuti in pensione in allevamenti o maneggi che si trovano nelle immediate vicinanze del luogo dove si devono far correre. Gli animali ufficialmente sono morti o considerati in pensione, spesso a insaputa dei loro stessi padroni che magari li lasciano in maneggio. Vengono visitati e dopati da veterinari compiacenti e subito dopo la corsa, se non ritenuti in grado di proseguire nella loro seconda carriera, vengono uccisi. Questo meccanismo impone quindi un continuo lavoro di ricerca degli animali, magari con un passato da corridori per poter organizzare le gare clandestine. “Spesso la cronaca dà notizia di purosangue rapiti per farli gareggiare in corse clandestine, non risultano però impiegati in quelle di cui facciamo segnalazione alla Procura della Repubblica – spiega il presidente dell’Aidaa, Lorenzo Croce – in queste gare sembrano essere stati impiegati solo cavalli ormai vecchi e stanchi”.
Le scommesse vengono gestite in maniera sempre più professionale, sia con un passa parola tra i soliti noti, sia tra persone che in qualche modo girano nell’ambiente delle scommesse clandestine.
“Quelli che noi riteniamo di aver individuato e che denunciamo sono solo una piccola parte dell’organizzazione che ruota su una cascina in Brianza dalla quale sono transitati nel corso di due anni almeno una ventina di cavalli di cui non si sa più nulla, ma da qui speriamo di arrivare a mettere le mani sui vertici organizzativi anche se si tratta di situazioni molto delicate e pericolose gestite quasi sempre da malavita italiana”, conclude il presidente dell’associazione.

PECHINO 2008: DOPING, UN ALTRO CASO MA STAVOLTA E' UN CAVALLO

Il Tempo – Servizi – News di AdnKronos

PECHINO 2008: DOPING, UN ALTRO CASO MA STAVOLTA E’ UN CAVALLO
Hong Kong, 21 ago. – (Adnkronos) – Nuovo caso di doping alle Olimpiadi di Pechino. Stavolta, pero’, a risultare positivo e’ un cavallo. A Coester, l’animale montato dal tedesco Christian Ahlmann, e’ stata somministrata la capsaicina, una sostanza proibita. La federazione internazionale (Fei) ha sospeso Ahlmann, che oggi non potra’ prendere parte alla finale individuale di salto ostacoli.

ECCO IL DOPING, MA ARRIVA A CAVALLO

Il Tempo – Servizi – News di AdnKronos

Sport
PECHINO 2008: ECCO IL DOPING, MA ARRIVA A CAVALLO
Hong Kong, 21 ago. – (Adnkronos) – Mancava il doping, ora e’ arrivato. Chi si lamentava per le Olimpiadi ‘troppo pulite’, e quindi piu’ sospette, ora e’ servito almeno in parte. Dopo i casi che hanno coinvolto 5 atleti dall’inizio dei Giochi, ne sono arrivati 4 tutti insieme. Sono arrivati da Hong Kong, a cavallo: riguardano infatti gli animali impegnati nelle gare olimpiche di equitazione. Nel complesso, quindi, i positivi olimpici sono 9 considerando il mix tra bipedi e quadrupedi. Il totale e’ ancora lontano dai 30-40 casi previsti dal presidente del Cio, Jacques Rogge. L’abuso di capsicina, pero’, ha prodotto un sensibile aumento in poche ore. Nella rete dei controlli, eseguiti con un nuovo metodo piu’ accurato sono caduti Coester del tedesco Christian Almann, Camiro del norvegese Tony Andre Hansen, Lantinus dell’irlandese Denis Lynch e Chupa Chup del brasiliano Bernardo Alves. Tutti i cavalli sono risultati positivi alla stessa sostanza, la capsicina. A creare scompiglio e’ il principio attivo del peperoncino, considerato a tutti gli effetti ‘doping’. ”E’ una sostanza con proprieta’ ipersensibilizzanti, e’ classificata come una sostanza farmacologica di ‘classe A’ ed e’ proibita”, ha fatto sapere la federazione internazionale (FEI). ”Ora anche noi abbiamo l’Epo”, ha detto il segretario generale della federazione tedesca, Hanfried Haring, suggerendo un triste paragone con il ciclismo. (segue)