Blue Pine Sohoma e Jenny

COLLETTA PER DUE CAVALLE RISCATTATE PER EVITARNE LA MACELLAZIONE
che erano in vendita a prezzo di macello su un sito dopo una vita al
servizio di un proprietario.  Il primo annuncio ci era stato segnalato da un nostro collega.
Abbiamo messo in sicurezza le cavalle
Potete vedere le due cavalle recuperate nella loro nuova dimora in
queste le foto del trasferimento:

Blue Pine Sohoma e Jenny



RESOCONTO DEI CONTRIBUTI RICEVUTI   PER IL RISCATTO DI DUE CAVALLE ( aggiornati al 2 febbraio 09):

11/12/08 = Bruno Pietro Giuseppe , Scuderi Rosa FR riscatto blue pine 25.00 €
16/12/08 = Ghezzi Roberto e France, riscatto blue pine 100.00 €
22/12/08 = Burroni Laura, Minarini Mara riscatto blue pine 50.00 €
23/12/08 = Valdambrini sara riscatto paint fattrice 25.00 €
29/12/08 = Marchesotti Stefania contributo per riscatto blue pine 50.00 €
totale 852,50 Euro su 1000 richiesti

Importo non completo , saldato con i contributi ricevuti per altri casi inseriti nella sezione Urgenze


cavalla da riscattare

Blitz nella scuderia, rapito il super-cavallo – Corriere della Sera

Blitz nella scuderia, rapito il super-cavallobr /Iglesias, il campione di trotto allevato da un fratebr /blockquotebr /MILANO – Hanno rapito il cavallo di San Francesco. Coccolato dal 51enne frate francescano Danilo – che, abbandonata la veste di bancario milanese e di frequentatore dell’ippodromo di San Siro, s’innamorò nel 1983 dei cavalli da corsa allevati ad Assisi dall’amico albergatore Sergio Carfagna – il trottatore Iglesias, cinque anni indigeno figlio però dello stallone francese Ganymede e preparato dall’allenatore tedesco Holger Ehlert, è stato rapito mercoledì notte a Cuma, sul litorale napoletano, dove i suoi uomini l’avevano mandato a curare l’infortunato tendine che ne limitava una carriera già notevole, impreziosita da 5 Gran Premi («Marche», «Marangoni», «Città di Firenze», «Città di Padova» e «Città di Torino») valsigli un bottino di 250.000 euro e un record sul miglio a media di 1 minuto 12 secondi e 2 decimi al chilometro. Una crudele stilettata per chi, «da buon figlio del Francesco d’Assisi innamorato del Creato e Patrono riconosciuto della moderna ecologia», poche settimane fa rilanciava la passione per «il cavallo immagine stessa dell’armonia che assomma leggerezza, potenza e libertà», per «gli ippodromi fatti di famiglie che vanno in un luogo pulito a trascorrere una giornata di divertimento all’aria aperta», insomma per quella maggioritaria «ippica sana e genuina che non appare mai in tv» se non per pochi misfatti di doping o corse truccate. O, appunto, per i cavalli rapiti.br /br /Un «genere» inaugurato da Wayne Eden, il trottatore americano sparito a Ferragosto del 1975 a Montecatini dopo aver vinto il locale Gran Premio: 50 milioni di lire (non poco all’epoca) pagarono il suo riscatto dopo 23 giorni. Diversa invece la molla del sequestro a San Siro della purosangue Carnauba, splendida vincitrice delle Oaks con i colori del petroliere americano Nelson Bunker Hunt, nel 1976 salvata appena in tempo dai carabinieri in un macello di Paderno Dugnano. In altre occasioni il sequestro di un cavallo da corsa ha avuto addirittura motivazioni «politiche», come nel 1983 quando in Irlanda i terroristi dell’Ira fecero sparire Shergar, il mai più ritrovato fuoriclasse del principe Karim Aga Khan, impressionante vincitore del Derby inglese di Epsom. Quando il movente non è la gretta vendetta né il riscatto, il rapimento di un atleta equino può servire a far correre di nascosto i «veri» cavalli da corsa contro i ronzini che in alcune Regioni del Sud Italia animano il fiorente circuito delle corse clandestine; e c’è stato anche chi ha pensato di rubare uno stallone senza sapere che la marchiatura con un chip nel collo rende impossibile commercializzare o far correre i figli negli ippodromi veri. Tuttavia in Italia, dopo una lunga pausa rotta solo da vicende minori (Unicorno Trio a Ozzano nel 1998, poi Faba di Jesolo e Grace Kronos nel 2005 a Jesolo, fino a Caesar Hbd fatto ritrovare nel 2005 ad Altedo), gli ultimi anni hanno fatto registrare una sfilza di casi clamorosi. Prima, nell’aprile del 2006, il rapimento a Mariano (Parma) di Lemon Dra, il re degli stalloni italiani di trotto e continuatore del fondamentale razzatore Sharif di Jesolo; poi, nel novembre 2007 a Mirano (Venezia), la sparizione di Equinox Bi, il cavallo-favola (cieco da un occhio, orfano di mamma, fratturatosi a una zampa) capace di battere gli americani a casa loro nella «Breeder’s Crown», e per fortuna ritrovato 40 giorni dopo nelle Marche; e infine, nel giugno 2008, il rapimento a Mordano (Bologna) del francoitaliano Daguet Rapide, trionfatore del Derby romano e mai più ritrovato al pari del meno forte, ma pur sempre valido Forever Runner, sparito a Cesena nell’agosto scorso.br /br /Luigi Ferrarellabr /a href=”http://www.corriere.it/cronache/09_marzo_26/cavallo_rapito_527441a2-1a42-11de-a7d3-00144f486ba6.shtml”Corriere della Sera/abr //blockquotebr /br /div class=”zemanta-pixie”img class=”zemanta-pixie-img” src=”http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=59adb679-0d04-81b4-b0fb-a9eceb6a397f” //div

Cavalli maltrattati e torturati in maneggio abusivo di Bacoli

a href=”http://www.ultimenotizie.tv/notizie-di-cronaca/notizie-napoli/cavalli-maltrattati-e-torturati-in-maneggio-abusivo-di-bacoli.html”Notizie Napoli, Ultime Notizie/abr /blockquote br /Ventisette cavalli di un maneggio abusivo di Bacoli maltrattati e torturati. Lo hanno scoperto i volontari della protezione animali, nominati ausiliari di polizia giudiziaria dalla Guardia di Finanza. I volontari hanno soccorso gli equini che erano sottoposti a gravi forme di maltrattamento: «I cavalli – spiega Antonio Fascì, caponucleo delle guardie zoofile di Caserta – erano addestrati sul litorale di Bacoli con metodi crudeli e vessatori. Gli animali erano infatti erano costretti non solo a trascinare lungo il litorale pesanti zavorre attaccate al corpo ma anche a camminare al passo con le zampe posteriori legate tra loro». Nel corso delle indagini è stato appurato che quasi tutti i cavalli, tranne due destinati al macello, erano provvisti di microchip. Gli animali, sequestrati al custode, sono stati riconsegnati ai legittimi proprietari che si sono detti completamente all’oscuro dei metodi di allenamento praticati nel maneggio. Il blitz “liberatorio” è scattato intorno alle 9.30 di ieri./blockquotebr /br /div class=”zemanta-pixie”img class=”zemanta-pixie-img” src=”http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=03f98202-2393-89b0-b36f-80218d4da4c2″ //div

Campania/ Bacoli,scoperto maneggio abusivo: sequestrati 27 cavalli

p Roma, 19 mar. (Apcom) – I volontari della protezione animali, nominati ausiliari di polizia giudiziaria dalla Guardia di Finanza, hanno scoperto a Bacoli, in provincia di Napoli, un maneggio abusivo dove venivano addestrate illegalmente diverse decine di cavalli. Complessivamente, i volontari della Protezione Animali hanno soccorso circa 27 equini sottoposti a gravi forme di maltrattamento; l’operazione, iniziata questa mattina alle 9.30 è tuttora in corso. /pp “I cavalli – spiega Antonio Fascì, caponucleo delle guardie zoofile di Caserta – erano addestrati sul litorale di Bacoli con metodi crudeli e vessatori. Gli animali erano infatti erano costretti non solo a trascinare lungo il litorale pesanti zavorre attaccate al corpo ma anche a camminare al passo con le zampe posteriori legate tra loro”. “Nel corso delle nostre indagini – prosegue Fascì – abbiamo appurato che quasi tutti i cavalli, tranne due destinati al macello, erano provvisti di microchip. Gli animali, sequestrati al custode, sono stati riconsegnati ai legittimi proprietari che si sono detti completamente all’oscuro dei metodi di allenamento praticati nel maneggio”. /pp “Sono contento che l’intervento delle Guardie Zoofile abbia permesso di porre fine a forme di maltrattamento così gravi – conclude Fascì- con l’occasione ringrazio la Guardia di Finanza per la fattiva collaborazione”. /pbr /br /div class=”zemanta-pixie”img class=”zemanta-pixie-img” src=”http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=66cdae1b-aa84-4009-83af-9a4c39b9b166″ //div

Pompieri e veterinari soccorrono cavallo a Moneglia

Due ore di lavoro oggi per una squadra dei vigili del fuoco di Chiavari e i veterinarid ell’asl 4 Chiavarese chiamati dal proprietario di un cavallo finito in un dirupo in una zona impervia. I pompieri e i sanitari hanno percorso a piedi il lungo sentiero che da Riva Trigoso conduce a Moneglia e dopo aver individuato l’animale ferito e imprigionato dalla fitta boscaglia, hanno lavorato con le motoseghe per aprire un varco ed alla fine sono riusciti ad issare il cavallo sul sentiero. L’animale ha riportato qualche lieve ferita curata dal veterinario.br /br /div class=”zemanta-pixie”img class=”zemanta-pixie-img” src=”http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=e51ae1c3-5128-4c33-ae35-41ce25989768″ //div

ER MEGLIO CANF

ADOTTATO DA GIOVANNI E MARY DELLA PROV. DI COMO
Trottatore di 8 anni, intero, che non può più correre dopo essere stato operato ad un ditino (posteriore dx) con interessamento al sospensore, ma potrà diventare un buon compagno di passeggiate dopo idoneo addestramento a sella. Per il resto è sano, vispo e vigoroso, oltre che di buon carattere.
Risiede in provincia di Bologna.

ermeio

2 STALLONI MEZZOSANGUE ARABO

APPELLO ANNULLATO. LA PROPRIETARIA LI FARA’ CASTRARE E CERCHERA’ DI TENERLI
Due stalloni mezzosangue arabo, di 9 e 11 anni, cercano una nuova casa.
Sono sani e di buona indole, ma non sono mai stati domati.Da quanto riferito dal proprietario uno si fa mettere la capezza ma l’altro no, perciò necessitano di persone esperte.
Risiedono in provincia di Biella.
Per disponibilita’ all’ adozione compilare la form qui di seguito


Cavallo morto, faida all´Albergheria Romina Marceca

a href=”http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/cavallo-morto-faida-all-albergheria/2069719/6″Cavallo morto, faida all´Albergheria – Local | L’espresso/abr /br /Un cavallo trovato morto con quattro colpi di 7,65, uno dei quali ai genitali. Un macabro avvertimento, un ulteriore capitolo nel giallo dell´Albergheria. Ha tutto il sapore di una faida quella scoppiata tra le famiglie Mazzucco e Leale. Una guerra a colpi di pistola da una parte e dall´altra. E visti gli ultimi sviluppi quest´ultima, anche se non confermata dagli inquirenti, sembrerebbe la più probabile delle ipotesi. Anche se non si esclude il concorso di altre persone, estranee ai due clan. Martedì sera la sparatoria contro Silvio Mazzucco raggiunto da tre proiettili mentre tornava a casa. Il giovane, 29 anni, è ancora ricoverato in ospedale anche se fuori pericolo. Sul caso indagano i carabinieri della compagnia Piazza Verdi. I militari ieri mattina hanno perquisito la casa dei suoceri della vittima, la famiglia Leale, in via delle Balate. All´appello manca ancora il padre della moglie separata della vittima, Vito Leale, anche se non risulta indagato dalla Procura. Proprio al suo indirizzo sarebbe stato messo in atto un atto intimidatorio nella serata di mercoledì, intorno alle 22,30. A poche ore di distanza dalla sparatoria contro Mazzucco e dall´incendio dell´auto della ex moglie, Maria Leale di 21 anni, un altro colpo di scena. Qualcuno ha sparato, uccidendolo, contro il cavallo di proprietà di Vito Leale, che si trovava in una stalla a pochi metri dal luogo del tentato omicidio di martedì sera, in via Michele Lo Giudice, traversa di via Mongitore. La polizia, che è intervenuta dopo una telefonata anonima, ha trovato la rete della porta in ferro della stalla scardinata. Il lucchetto era al suo posto e sono dovuti intervenire i vigili del fuoco con una squadra dalla centrale. Sul posto è arrivata anche la Scientifica. Chi ha sparato ha soltanto infilato l´arma tra gli spazi della rete. Per il povero animale non c´è stato scampo. Il cavallo, che sarebbe stato regolarmente denunciato e fornito di microchip, ha iniziato a dimenarsi in mezzo alla paglia dopo il primo colpo ai genitali. Il secondo è arrivato sul dorso, il terzo ad una gamba e il quarto al collo. L´animale ha iniziato a sbattere contro i muri della sua stalla di tre metri per tre e poi è caduto al suolo senza vita. Stavolta qualcuno nel quartiere ha parlato e ha indicato alla polizia il nome di Vito Leale quale proprietario dell´animale. I poliziotti sono andati a cercarlo nella sua abitazione, ma di lui non hanno trovato alcuna traccia. La ricerca si è inevitabilmente incrociata con l´indagine in corso da parte dei carabinieri, che adesso aggiungono quest´ulteriore tassello all´intricata vicenda. Il cavallo, secondo quanto raccontato l´altra notte da alcuni residenti del quartiere, avrebbe partecipato più volte a delle corse presso l´ippodromo di Siracusa. L´animale aveva 4 anni, il suo nome era Bariloche, e il valore si aggirava, sempre secondo alcuni testimoni, intorno ai tremila euro. Ieri mattina sul suo corpo i veterinari dell´Ausl hanno eseguito l´autopsia e asportato i proiettili che saranno utili per risalire all´arma utilizzata e anche al suo proprietario. Inoltre, all´interno della stalla, è stato rinvenuto un proiettile. Sul movente dei conflitti tra le due famiglie ci sono ancora molti dubbi, oltre allo strettissimo riserbo da parte dei carabinieri. Non è da escludere che si possa trattare di rancori che sono nati tra le due famiglie negli anni, fomentati, di recente, dalla separazione dei due figli. Silvio Mazzucco è uscito dal carcere a novembre dopo avere scontato un anno per rapina. Lui stesso avrebbe raccontato ai carabinieri che si è allontanato dalla moglie dal giorno della sua scarcerazione perché il loro rapporto avrebbe vacillato. Martedì sera il tentato omicidio, un´ora dopo l´incendio dell´auto della sua ex e adesso quest´altro episodio inquietante. I carabinieri continuano a ripetere che tutti gli interrogati non hanno fornito alcun elemento importante alle indagini. E mentre le famiglie tengono ben stretti i loro segreti, all´Albergheria si continua a sparare indisturbati.br /blockquote/blockquotebr /br /div class=”zemanta-pixie”img class=”zemanta-pixie-img” src=”http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=45fab82b-d863-4faf-b485-272391d626cc” //div