SCHELETRO DI UN CAVALLO DI OLTRE DIECI SECOLI

PIAZZA ARMERINA SCHELETRO DI UN CAVALLO DI OLTRE DIECI SECOLI FA TROVATO ALLA VILLA ROMANA

A poche decine di metri dai gruppi di turisti, impegnati sotto il sole cocente a visitare i pavimenti musivi della Villa, all’interno di una baracca prefabbricata, su un tavolino di lavoro, giacciono in questi giorni i resti ossei di un cavallo. Un esemplare morto più di dieci secoli fa. Un intero scheletro dell’equino “romano”, ritrovato all’interno di uno dei tanti pozzi d’acqua della Villa Romana del Casale. Come mai era stato gettato all’interno del pozzo e in quale contesto? Chino sul tavolo di lavoro, riempito dei resti dell’animale, un giovane archeozoologo, Sebastiano Pappalardo, catanese di 28 anni, sta cerando di strappare via al cavallo quante più informazioni possibili. “Per ora sappiamo che si tratta di un esemplare maschio di 7 o 8 anni d’età, morto a quanto sembra per cause naturali, il cavallo non è stato macellato, è integro e speriamo di poterne ricavare quante più notizie”, spiega Pappalardo.

Informazioni che potrebbero contribuire a capire in quale contesto si viveva nella zona. Ma ogni valutazione, per ora, appare prematura. A terra, accanto al tavolo di lavoro, dentro ad altri contenitori, le due mandibole con i denti perfettamente conservati e il resto dello scheletro. In corso l’attività di pulitura e catalogazione di tutti i pezzi ossei, ritrovati mentre i tecnici stavano svuotando alcuni pozzi. Certo non un fatto usuale, quello di recuperare accanto ai pavimenti musivi lo scheletro di un cavallo. Più facile ritrovare reperti di ceramica o monete antiche. Forse l’animale, dopo essere morto in seguito ad una malattia, venne gettato nei canali della Villa Romana in una fase storica in cui era in corso il riempimento degli stessi. Insomma, una tomba improvvisata per caso nel corso di alcuni lavori.

Trotter 6 anni

ADOTTATO DA ROBERTO DELLA PROV. DI CUNEO
Cavallo trotter di 6 anni, castrone, sano e buonissimo, appena ritirato dalle corse. Cerchiamo persone che possano offrirgli una buona sistemazione, serenità ed affetto. Non è stato ancora addestrato a sella. Risiede in provincia di Milano .
Per la disponibilita’ all’ adozione compilare la form di seguito

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Cavaliere muore dopo esser stato disarcionato

L’Unione Sarda – domenica 24 agosto 2008 20:44, Francia: cavaliere muore dopo esser stato disarcionato

Francia: cavaliere muore dopo esser stato disarcionato
Un cavaliere è morto dopo essere stato disarcionato dal suo cavallo in un concorso ippico a Hennebont, nell’ovest della Francia. Secondo gli organizzatori si tratta di un incidente “rarissimo”. Il cavaliere di 37 anni è caduto a causa di un mancato salto del suo cavallo davanti ad un doppio ostacolo di circa un metro che lo ha sbalzato da cavallo.
24/08/2008 20:44

Cavallo maltrattato a Roma, denunciato il vetturino

Cavallo maltrattato a Roma, denunciato il vetturino | OGGI notizie

«Adesso basta. Le autorità devono fare qualcosa. Chiediamo al sindaco Alemanno un intervento personale perché venga dismesso il servizio delle botticelle a Roma».

A parlare è L’Enpa, l’Ente Nazionale Protezione Animali, dopo l’episodio «gravissimo» avvenuto martedì sera su via Veneto ai danni di un cavallo. L’associazione animalista ha deciso di denunciare il vetturino che guidava la botticella e di presentare un esposto alla Procura della Repubblica per fare luce su quanto avvenuto. Evidenziando la «costante e sistematica violazione delle norme da parte dei conducenti delle carrozze romane».

Secondo l’Enpa infatti «il vetturino che l’altra sera conduceva la botticella numero 3 e che oltretutto non era il titolare della licenza, ha commesso due violazioni al regolamento comunale percorrendo un tratto di via Veneto in salita, al di fuori della Ztl, per di più al trotto e non al passo, come previsto dal regolamento.»

Il cavallo che trainava la carrozza ha avuto un malore. Si è fermato, ha digrignato i denti, creando una pozza di sudore sull’asfalto. Il medico della Asl giunto dopo un’ora, ha riscontrato sull’animale uno stato di affaticamento muscolare. Per questo l’associazione ha deciso di rivolgersi all’autorità «per verificare se nel comportamento del vetturino siano ravvisabili i reati previsti dal Codice Penale per aver sottoposto l’animale a comportamenti incompatibili con la propria natura». Reati per cui è previsto l’arresto fino a un anno.

Quello di martedì infatti non è che l’ennesimo episodio di maltrattamento ai danni di cavalli costretti ogni giorno a trainare le botticelle con i turisti su e giù per i sette colli tra il veleno dei tubi di scappamento e i sampietrini. A giugno su Lungotevere Aventino un cavallo venne travolto da una macchina, morendo poco dopo l’incidente. «E da allora – denuncia l’Enpa – nulla è stato fatto da parte del comune di Roma per risolvere il problema delle botticelle».

L’assessore all’Ambiente, Fabio De Lillo, delegato per i diritti degli animali, si prepara a rimodulare il regolamento comunale sulle botticelle. Le associazioni ambientaliste invece ritengono più opportuno procedere subito alla dismissione del servizio per il bene degli animali stessi. «Fino ad oggi – afferma L’Enpa – l’assessore ha proposto solo soluzioni discutibili, come la divisa per i vetturini, o il microchip, già obbligatorio, per i cavalli». Ragione per cui Enpa dopo le proteste, è passata alle vie legali, chiedendo un intervento diretto del sindaco.

Dal suo canto, De Lillo ha annunciato che insieme alla polizia Municipale al medico della Asl e al consulente tecnico per gli animali del Comune, sta verificando se ci siano state responsabilità da parte del vetturino che martedì sera guidava la botticella in via Veneto . «Se non dovesse aver rispettato il regolamento comunale – afferma l’assessore – prenderemo provvedimenti esemplari contro di lui e gli sospenderemo la licenza».

LOMBARDIA: CORSE CLANDESTINE DI CAVALLI, PARTE ESPOSTO ALLA PROCUR

Gioco & Giochi

Corse clandestine di cavalli a Milano, Varese, Brescia. A denunciare i fatti criminosi con un esposto presentato alla Procura della Repubblica è l’associazione ambientalista Aidaa (Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente), che ha raccolto segnalazioni che delineano un quadro malavitoso organizzato e ben radicato sul territorio. In realtà, si parla da un ventennio di corse clandestine non solo nelle regioni del Sud, ma anche al Nord. La novità pare l’incremento quantitativo delle stesse, sei – sette in media al mese, e il fatto che siano riconducibili a una rete malavitosa che ‘vanta’ proventi, per ciascuna corsa (ovviamente associata a scommesse clandestine e tarocche), di diverse centinaia di miglia di euro.
Le corse, secondo l’esposto, vengono condotte in aperta campagna, sia nella zona del parco delle Groane, alle porte di Milano, che in provincia di Varese e Brescia, e sono organizzate ‘in toto’ dalla malavita organizzata.
COINVOLTI STALLIERI E VETERINARI – Tutto ruoterebbe intorno a un’organizzazione che opera su diversi fronti e della quale fanno parte quattro veterinari e sette stallieri, che si occupano della gestione dei cavalli da far gareggiare. Il sistema descritto nell’esposto è grosso modo questo: quando la malavita riesce a organizzare una corsa, in base al giro delle scommesse che non è inferiore ai 250mila euro, si trovano i cavalli che molto spesso sono degli ex cavalli da corsa che vengono tenuti in pensione in allevamenti o maneggi che si trovano nelle immediate vicinanze del luogo dove si devono far correre. Gli animali ufficialmente sono morti o considerati in pensione, spesso a insaputa dei loro stessi padroni che magari li lasciano in maneggio. Vengono visitati e dopati da veterinari compiacenti e subito dopo la corsa, se non ritenuti in grado di proseguire nella loro seconda carriera, vengono uccisi. Questo meccanismo impone quindi un continuo lavoro di ricerca degli animali, magari con un passato da corridori per poter organizzare le gare clandestine. “Spesso la cronaca dà notizia di purosangue rapiti per farli gareggiare in corse clandestine, non risultano però impiegati in quelle di cui facciamo segnalazione alla Procura della Repubblica – spiega il presidente dell’Aidaa, Lorenzo Croce – in queste gare sembrano essere stati impiegati solo cavalli ormai vecchi e stanchi”.
Le scommesse vengono gestite in maniera sempre più professionale, sia con un passa parola tra i soliti noti, sia tra persone che in qualche modo girano nell’ambiente delle scommesse clandestine.
“Quelli che noi riteniamo di aver individuato e che denunciamo sono solo una piccola parte dell’organizzazione che ruota su una cascina in Brianza dalla quale sono transitati nel corso di due anni almeno una ventina di cavalli di cui non si sa più nulla, ma da qui speriamo di arrivare a mettere le mani sui vertici organizzativi anche se si tratta di situazioni molto delicate e pericolose gestite quasi sempre da malavita italiana”, conclude il presidente dell’associazione.

PECHINO 2008: DOPING, UN ALTRO CASO MA STAVOLTA E' UN CAVALLO

Il Tempo – Servizi – News di AdnKronos

PECHINO 2008: DOPING, UN ALTRO CASO MA STAVOLTA E’ UN CAVALLO
Hong Kong, 21 ago. – (Adnkronos) – Nuovo caso di doping alle Olimpiadi di Pechino. Stavolta, pero’, a risultare positivo e’ un cavallo. A Coester, l’animale montato dal tedesco Christian Ahlmann, e’ stata somministrata la capsaicina, una sostanza proibita. La federazione internazionale (Fei) ha sospeso Ahlmann, che oggi non potra’ prendere parte alla finale individuale di salto ostacoli.

ECCO IL DOPING, MA ARRIVA A CAVALLO

Il Tempo – Servizi – News di AdnKronos

Sport
PECHINO 2008: ECCO IL DOPING, MA ARRIVA A CAVALLO
Hong Kong, 21 ago. – (Adnkronos) – Mancava il doping, ora e’ arrivato. Chi si lamentava per le Olimpiadi ‘troppo pulite’, e quindi piu’ sospette, ora e’ servito almeno in parte. Dopo i casi che hanno coinvolto 5 atleti dall’inizio dei Giochi, ne sono arrivati 4 tutti insieme. Sono arrivati da Hong Kong, a cavallo: riguardano infatti gli animali impegnati nelle gare olimpiche di equitazione. Nel complesso, quindi, i positivi olimpici sono 9 considerando il mix tra bipedi e quadrupedi. Il totale e’ ancora lontano dai 30-40 casi previsti dal presidente del Cio, Jacques Rogge. L’abuso di capsicina, pero’, ha prodotto un sensibile aumento in poche ore. Nella rete dei controlli, eseguiti con un nuovo metodo piu’ accurato sono caduti Coester del tedesco Christian Almann, Camiro del norvegese Tony Andre Hansen, Lantinus dell’irlandese Denis Lynch e Chupa Chup del brasiliano Bernardo Alves. Tutti i cavalli sono risultati positivi alla stessa sostanza, la capsicina. A creare scompiglio e’ il principio attivo del peperoncino, considerato a tutti gli effetti ‘doping’. ”E’ una sostanza con proprieta’ ipersensibilizzanti, e’ classificata come una sostanza farmacologica di ‘classe A’ ed e’ proibita”, ha fatto sapere la federazione internazionale (FEI). ”Ora anche noi abbiamo l’Epo”, ha detto il segretario generale della federazione tedesca, Hanfried Haring, suggerendo un triste paragone con il ciclismo. (segue)

Cavallo abbattuto al palio di Fermo

Cavallo abbattuto al palio di Fermo

Comunicato Stampa A.N.P.A.N.A. del 22 Agosto 2008

CAVALLO ABBATTUTO AL PALIO DI FERMO: L’A.N.P.A.N.A. DENUNCIA L’ENNESIMA VITTIMA DI UNA PSEUDO-TRADIZIONE DIVENUTA ORMAI UN LUCROSO BUSINESS PER ALLEVATORI, PROPRIETARI E FANTINI. ORA SI VUOLE SAPERE DA SINDACO E ASL QUALI SONO LE CAUSE DELLA SUA MORTE E SI RISERVA EVENTUALI AZIONI LEGALI

Si chiamava Black Bull il cavallo che, azzoppatosi per un infortunio subìto durante la prima batteria del Palio dell’Assunta di Fermo corso il 15 agosto, è stato abbattuto perché aveva riportato danni assai gravi. Si tratta dell’ennesima vittima di una pseudo-tradizione divenuta ormai un lucroso business per allevatori, proprietari e fantini.

Ma l’A.N.P.A.N.A. (Associazione Nazionale Protezione Animali Natura Ambiente) – Settore Tutela Equini – vuole vederci chiaro sul tragico episodio ed ha pertanto scritto a Sindaco e Servizio Veterinario ASL per acquisire ogni dato e informazione utile ad accertare l’esatta dinamica dell’incidente, il rispetto delle disposizioni vigenti in materia di corse di equidi (Art. 8 DPCM 28 febbraio 2003) e di tutela degli animali (L. 189/04). Si vuole altresì sapere se, in particolare, il cavallo abbattuto era risultato in condizioni psico-fisiche idonee ad affrontare la corsa e se allo stesso sono poi state eseguite analisi specifiche per verificare l’eventuale presenza di sostanze dopanti.

“La strage dei cavalli nei palii non è più accettabile perché incivile e anacronistica e, oltretutto, mancano regole organiche e severe per questo tipo di gare.” – ha dichiarato Luca Casati, Responsabile A.N.P.A.N.A. del Settore Tutela Equini – “Rileviamo infatti come sia impossibile vigilare sulle tantissime corse che si disputano in Italia e che, mentre per le manifestazioni più grandi si osserva un generale miglioramento delle misure di sicurezza (soprattutto grazie alle battaglie condotte in passato dagli animalisti), per quelli meno noti c’è ancora molto da fare per aumentare gli standard di protezione ”.

A.N.P.A.N.A. (Associazione Nazionale Protezione Animali Natura Ambiente)
Ente Onlus – Guardie Ecozoofile – Protezione Civile e Ambientale
Settore Nazionale Tutela Equini
C.so Michele Coppino, 40/C – 12051 ALBA (CN) –
Sito: www.anpana.tutelaequini.org
Ufficio Stampa: comunicati@anpana.tutelaequini.org

Olimpiadi, epidemia doping: 4 cavalli positivi a Hong Kong

NewsWay – Notizie – Olimpiadi, epidemia doping: 4 cavalli positivi a Hong Kong

Si tratta di animali di Germania, Norvegia, Irlanda e Brasile. Il paese scandinavo rischia di perdere la medaglia di bronzo conquistata lunedì

HONG KONG – Epidemia doping tra i cavalli impegnati nelle gare olimpiche in corso ad Hong Kong. Dopo il caso che ha coinvolto Coerser, animale montato dal tedesco Christian Ahlmanns, la Federazione internazionale ha annunciato altre 3 positività. Nel campione di Camiro, montato dal norvegese Tony Andre Hansen, sono state trovate tracce di capsaicina, la stessa sostanza individuata nel test di Coerser. Controlli positivi anche per Lantinus, dell’irlandese Denis Lynch, e per Chupa Chup, del brasiliano Bernhard Alves. I quattro binomi sono stati sospesi.
La positività di Camiro potrebbe modificare il podio della prova a squadre di salto ostacoli. Se le controanalisi confermeranno l’esito del primo esame, la Norvegia è destinata a perdere il terzo posto e la medaglia di bronzo. Sul gradino più basso del podio salirebbe la Svizzera. La gara disputata lunedì è stata vinta dagli Stati Uniti davanti al Canada.
L’irlandese Lynch, intanto, oggi non potrà prendere parte alla finale individuale di salto ostacoli. Lo stesso provvedimento è stato adottato nei confronti di Ahlmann.
La capsaicina, spiega in una nota la federazione internazionale degli sport equestri (Fei), ”è una sostanza con proprietà ipersensibilizzanti, è classificata come una sostanza farmacologica di ‘classe A’ ed è proibita”. ”Le controanalisi verranno eseguite in tempi brevi”, ha fatto sapere la FEI. I nuovi controlli potrebbero essere effettuati già domani. Dopo i test B, gli atleti avranno la possibilità di fornire le proprie spiegazioni ad un collegio composto da 3 giudici. Sarà quest’organo ad adottare eventuali sanzioni disciplinari. Le prime udienze potrebbero tenersi già domani.
Il professore del dipartimento di Clinica e terapia medica dell’Università di Roma ‘La Sapienza’ Marcello Arca spiega all’Adnkronos che la capsaicina ”produce una vasodilatazione molto intensa e rende migliore l’ossigenazione dei tessuti. In pratica aumenta la resistenza allo sforzo”. “Sinceramente non avevo mai sentito dell’uso della capsaicina da parte di un animale – ha aggiunto Arca – però nell’uomo può essere utilizzata per migliorare le performance, quindi penso che l’effetto sia simile anche negli equini”.

Irlanda: «Basta con doping cavalli»

Irlanda: «Basta con doping cavalli» – Sport Equestri / Olimpiadi – Corriere dello Sport.it

(ANSA) – PECHINO, 23 AGO – Pat Hickey, presidente del comitato olimpico irlandese, e’ stanco della reputazione del suo Paese per i casi di doping nell’equitazione. Quattro cavalli sono stati sospesi infatti dai concorsi a Pechino perche’ positivi alla capsaicina, principio attivo del peperoncino. ‘Sembra che gli sport equestri in Irlanda non seguano le stesse rigorose procedure degli altri sport’. Hickey assicura che ci saranno ripercussioni dopo i Giochi. ‘Sono stanco – conclude – di vedere infangato il nostro nome’.